Ada e Charles, uniti contro il crimine!
È andata più o meno così, più o meno.
È il 1840, e Charles Babbage ha un’amica con cui parla di scienza e filosofia: Ada Lovelace, al secolo Augusta Ada King, contessa di Lovelace, figlia della matematica dilettante Anne Millbank e di Lord “mad, bad, and dangerous to know” Byron. Lovelace capisce che la Macchina di Babbage può “fare calcoli” su qualunque concetto a cui si può associare un valore di “vero” o “falso”.
È il 1843, e una donna perbene non scrive un articolo scientifico. Ma può tradurre un articolo scientifico e aggiungere sette note in cui chiosa con le sue idee originali. Intanto Babbage non ha ancora costruito la sua Macchina: ha un insopportabile carattere e litiga con tutti i potenziali finanziatori, è un perfezionista e non riesce a finire nulla.
È il 1852, e Ada Lovelace muore. Ha 36 anni. Charles Babbage non ha ancora costruito la sua Macchina.
È il 1871, e Charles Babbage muore. Ha 79 anni. Non ha mai costruito la sua Macchina.
È il 2009, e la fumettista Sydney Padua scrive una graphic novel ambientata in un Universo-Bolla (migliore del nostro) in cui: Ada Lovelace sopravvive, Charles Babbage costruisce la Macchina e, insieme, combattono il crimine.
Le mirabolanti avventure vanno dal sabotaggio di Kubla Khan di Coleridge a un viaggio lisergico ispirato all’Alice di Carroll. E il carattere divulgativo del libro va dalla vita di Lovelace e Babbage alla satira dei feuilleton vittoriani, passando per le geometrie non euclidee. La Regina Vittoria, Marian Evans aka George Eliot, i calcolatori Ludditi (o Luddisti), Charles Dickens compaiono e interagiscono con Charles, Ada e la Macchina.
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