Amici fuori porta

 "The Analytical Engine weaves algebraic patterns, 

just as the Jacquard loom weaves flowers and leaves.” 

(AdaLovelace)

Augusta Ada Byron, meglio nota come Ada Lovelace

E’ così, un po’ poeticamente, che Ada Lovelace descrive il progetto del suo caro amico Charles. Del poetico non ci stupiamo, in fondo Ada è pur sempre figlia dello scrittore e famoso poeta Lord Byron. Del paragone con il telaio Jacquard nemmeno, in fondo fu Charles ad usarlo per primo come esempio di funzionamento della macchina. Quello da cui potremmo farci affascinare invece, è proprio il rapporto tra queste due grandi menti dell’ottocento: Ada e Charles. Grande ammiratrice del suo lavoro, Ada incontrò Charles quando aveva ancora solo diciotto anni, e da subito ne nacque una fitta e visionaria corrispondenza. Lo sostenne in tutti i passaggi che portarono all’ideazione della macchina e, insieme, ne fu promotrice occupandosi della traduzione, dal 1842 al 1843, dal francese all’inglese dell’opera dell’italiano Menabrea “Notions sur la Machine Analytique de M. Charles Babbage” addirittura ampliandone i contenuti che arrivarono ad occupare più del doppio delle dimensioni originali (Babbage 1864, p.136)

Luigi Federico Menabrea
E fu proprio Luigi Federico Menabrea il punto di svolta per Charles. Laddove il suo paese aveva fallito, negandogli ogni finanziamento alla ricerca e scoraggiando ogni possibilità di concretizzazione delle sue idee, il torinese Menabrea invece, venuto a conoscenza del suo progetto in occasione del Secondo Congresso degli Scienziati Italiani (1840), si propose di scrivere un libro che spiegasse i principi di funzionamento della sua macchina. Cosa a cui Babbage non aveva prima d'allora nemmeno pensato. Anzi, è lui stesso a dire nella sua autobiografia, che fu durante l'incontro con questi scienziati che capì di dover dare forma scritta a quei disegni sparsi, e riordinare le sue note affinché potesse osservare l'effetto delle sue spiegazioni nelle più varie menti con cui interagiva.

"My own ideas became clearer, and I profited by many of the remarks made by my highly-gifted friends" (Babbage 1864, p.130)


Chi gli porse la mano portandolo in Italia fu invece l'astronomo Giovanni Plana, grande amico di Babbage. Giovanni  insistette affinché Charles lo andasse a trovare a Torino in occasione del Congresso degli Scienziati. Così lo scienziato riporta la vicenda nella sua autobiografia: 

"In 1840 I received from my friend M. Plana a letter pressing me strongly to visit Turin at the then approaching meeting of Italian philosophers. [...] We met at Turin at the appointed time, and as soon as the first bustle of the meeting had a little abated, I had the great pleasure of receiving at my own apartments, for several mornings, Messrs. Plana, Menabrea, Mossotti, MacCullagh, Plantamour, and others of the most eminent geometers and engineers of Italy" (Babbage 1864, pp.129-130)

 L’Italia lasciò così tanto un segno nella sua vita da scienziato e non, che Babbage dedicò la sua autobiografia al re Vittorio Emanuele II. (CharlesBabbage 2021)

Giovanni Plana





Fonti:

Ada Lovelace, https://www.storiainformatica.it/hp/24-company/generale/69-ada-lovelace, consultata il 22/12/2021

Charles Babbage, Passages from the life of a philosopher, London: Longman, Green, Roberts, & Green, 1864.  https://www.google.it/books/edition/Passages_from_the_Life_of_a_Philosopher/Fa1JAAAAMAAJ?hl=it&gbpv=0

Charles Babbage, https://it.wikipedia.org/wiki/Charles_Babbage, aggiornata al 08/07/2021


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